TRANSIZIONE 5.0

Credito d’imposta per il 2024 e 2025

Il Piano Transizione 5.0 prevede un massiccio supporto finanziario per favorire la transizione energetica nei processi produttivi, orientandoli verso un modello più sostenibile ed efficiente basato sulle fonti rinnovabili. Questo piano prevede l’implementazione di un regime di credito d’imposta destinato alle imprese, con l’obiettivo di generare un risparmio energetico di 0,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio sui consumi finali di energia nel periodo 2024-2026.

Inoltre, il programma di incentivazione si affiancherà al già attivo Piano di transizione 4.0, il quale rimarrà in vigore fino alla fine del 2025. Quest’ultimo continuerà a sostenere la digitalizzazione e l’automazione nelle aziende, offrendo aliquote di credito d’imposta già stabilite dalla Legge di bilancio 2022 (comma 44). Tali aliquote variano dal 5% al 20% in base al tipo di bene acquisito e al relativo costo.

 

I nuovi investimenti 5.0

Sarà concesso un credito d’imposta commisurato alle spese sostenute tra il primo gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025 alle imprese che investiranno in:

  • Beni strumentali materiali o immateriali 4.0 (allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232). Fondi stanziati: 3.780 milioni di euro;
  • Beni necessari all’autoproduzione e all’autoconsumo da fonti rinnovabili (escluse biomasse). Fondi stanziati: 1.890 milioni di euro;
  • Formazione del personale sulle competenze per la transizione green (entro il limite del 5% dell’investimento totale agevolato – non agevolabile in forma autonoma). Fondi stanziati: 630 milioni di euro.

 

Aliquote determinate in base a criteri di sostenibilità

Le aliquote di credito d’imposta saranno determinate in base a criteri di sostenibilità e si prevede che almeno tre aliquote aumenteranno in base a:

  • Una riduzione dei consumi finali di energia di almeno il 3%;
  • Il conseguimento di un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto al consumo precedente per i processi legati agli investimenti 4.0. Nel caso delle imprese di nuova costruzione, il risparmio energetico sarà valutato in base al consumo medio annuo di un’impresa di dimensioni simili operante nello stesso settore (ATECO).

I due piani, 4.0 e 5.0, saranno complementari: il primo continuerà a incentivare l’acquisto di beni materiali e immateriali ad alta tecnologia con le attuali percentuali di credito d’imposta. Il secondo potrebbe prevedere l’applicazione di un’ulteriore aliquota (che aumenta in base al risparmio energetico ottenuto), con la combinazione dei due schemi di credito d’imposta che potrebbe attestarsi su una media del 40%.

 

Perizia e verifiche pre/post investimento sono necessarie.

Per essere ammissibile all’agevolazione, il progetto dovrà essere certificato da un valutatore indipendente, i nostri ingegneri si occupano di tutte le attività necessarie su richiesta.

L’intensità del beneficio fiscale aumenterà in funzione dei miglioramenti di efficienza energetica certificati e dei risparmi energetici conseguiti.

La necessità di conseguire una doppia certificazione potrebbe comportare un differimento nei tempi di utilizzo del credito 5.0 rispetto a quello maturato in ambito 4.0 (quando applicato agli stessi investimenti): il secondo resterebbe legato all’interconnessione del bene, il primo all’efficiento energetico messo a terra e poi certificato.

 

Tempi previsti per la Transizione 5.0

Questo nuovo regime per l’autoproduzione da FER sarà oggetto di un accordo attuativo ancora da redigere, che determinerà, oltre a stringenti requisiti di monitoraggio, audit e controllo, la descrizione del tipo di sostegno fornito e dei beneficiari finali ammissibili. L’Europa indica che l’accordo dovrà entrare in vigore entro la fine del 2024 e che tutti gli atti di concessione dell’agevolazione ai beneficiari finali dovranno essere conclusi entro il secondo trimestre del 2026.

 

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